sabato 24 gennaio 2015

Della bellezza







Sarà un mattino di nuvole, tu seduta vicino alla finestra. Fuori ci saranno solo fiori belli, colorati, umidi della pioggia appena caduta, fredda e sottile. Sarà un mattino di nuvole e caffè, e tu alla finestra a guardare i fiori che ho piantato per te, saranno i più colorati del giardino. Ci nasconderemo insieme dietro alla tenda azzurra, e sarà dolce non parlare. Collo bianco di colombe, liscio - seta orientale - profumato di risveglio.
Le tue mani racconteranno la piacevole lentezza dei giorni. I nostri occhi avranno una luce nel mezzo. I fiori che avrò piantato per te li metteremo in un vaso di porcellana, su quel tavolo bianco antico, consumato dagli anni e dalle cene con gli amici. Sarà come aprire la finestra dopo una notte insonne.
Ti racconterò della bellezza dei giorni. Della stanchezza alla sera. Del sonno ristoratore. Del risveglio profumato di riposo e caffè. Dei baci del mattino.


Atto I. Le lucciole.

Lucciola lucciola vien da me. Lucciola lucciola vien vicina. Questa notte sarai tu a farmi luce tra le spighe scure notturne. Dammi la mano, Già ci aspettano sotto il salice – piange - le ore notturne dei giochi. Ricordo lontano di cortili bianchi al tramonto tra alberi monumenti e noi.

Atto II. Rugiada.
La rugiada scende dalle tue gambe sottili.


Atto III. Mezzogiorno.

Le olive del tuo sguardo e la macchia
Nera e l'occhio che mi riflette
È mezzogiorno
È domenica.


Atto IV.
Pomeriggio.

Atto V. Il sipario si chiude.

Dormi mia sperduta.
Non pensare e dormi.
Restano forse solo le parole di un giorno che dura da sempre, mentre io rimango a guardarti.

lunedì 12 gennaio 2015

È l'ultima fermata

È l’ultima fermata 



Aspettiamo il binario sul tabellone delle partenze, è digitale ormai ma tanto che cambia ma che vita è la crisi il gas da pagare che fretta c’è tanto che cambia se compri vestiti eleganti - in stazione intanto annunciano il binario è un altro binario ma tanto che cambia.






-È l’ultima fermata.
-Sissignore, è l’ultima fermata.
-Sta piovendo.
-Si, sta piovendo forte. Sembra che faccia molto freddo, guardi che vento. È maestrale, sicuro. La vengono a prendere?
-Non credo, nessuno sa che sarei tornato.
-Dove abita? Viene a prendermi mia figlia con i bambini.
-Non si scomodi, non voglio dare fastidio.
-Nessun fastidio, dove abita?
-In fondo alla strada della stazione, posso andare a piedi, la ringrazio.
-Sicuro? Non si faccia problemi. Sa, mia figlia ha avuto da poco il secondo… Non le sono bastate tutte le notti senza dormire della prima bambina. Una peste, una vera peste… Ma che piccola personcina… Così curiosa, così riccioletta… Ogni riccio un capriccio… è vero, sa? Invece il secondo è buono,  non piange nemmeno quando ha fame. Ti guarda, a volte sorride. Ma non piange.
-Non mi piacciono i bambini.
-Ma come, non ha avuto figli, non ha nipoti?
-Figli sì. Nipoti, non credo.
-Ah… Bè, saranno pure pesti, ma ti riempiono le giornate. Sa, da quando non c’è più mia moglie mi sento sempre molto solo. Se non ci fossero quei due piccini non saprei come andare avanti.
-La capisco.
-E sua moglie? Non l’aspetta nessuno in fondo alla strada della stazione?
-No, nessuno.
-Aspetti, le do una mano col bagaglio…
-Non si scomodi, vedo che ha problemi a camminare.
-Artrosi.
-Appunto, non si scomodi. Penso di farcela.
-Va bene. Il treno si è fermato, siamo arrivati.
- È stato un lungo viaggio…
-Mi sembra triste di essere arrivato a casa…
-La solitudine è una lente di ingrandimento. La distanza tra la foglia e la radice.  
-Ecco mia figlia, e i bambini!


lecce, museo ferroviario della puglia

©Iole Novelli











sabato 10 gennaio 2015

enueg - passeggiata sulla neve




campobasso, gennaio 2015 

©Iole Novelli












enueg. passeggiata sulla neve. omaggio carveriano.

paura di non sentire il freddo della neve sotto le suole delle scarpe.

paura di non riuscire a vedere la neve che si scioglie.

paura di non vederti più sotto la neve.

paura di addormentarsi la notte.

paura di addormentarsi la notte e di non svegliarsi.

paura di non riuscire a tenere il ritmo.

paura del tempo che passa.

paura del tempo che passa troppo in fretta.

paura del tempo che passa troppo lentamente.

paura di aver paura del tempo del domani del sempre.

paura  di arrivare all’ultima fermata.

paura di scrivere.

paura di essere letti.



















Campobasso, gennaio 2015 ©Iole Novelli

venerdì 9 gennaio 2015

bday of theanchor

      IL BLOG PER GENTE NORMALE


Nasce the anchor, il blog che naviga nel mare sconfinato della rete con le vele da pirata.

Il blog di parole e immagini, perché così mi spiego meglio.

Il blog che odia essere chiamato blog, ma che si rende conto di vivere nel 2014, anzi, nel 2015, ormai.

Il blog che non annoia, che urla parole e appiccica immagini sulle bacheche del pensiero come postit sul frigorifero.

Il blog che mette l’ancora nei luoghi inesplorati delle anime piccole.

Il blog che toglie l’ancora se il mare si calma.

Il blog di cui non avete assolutamente bisogno.


Però leggetelo, ne capirete meglio l’inutilità intrinseca.