lunedì 4 maggio 2015

Lontano da Roma verso un'altra città - mattino




























Da lontano la città si risveglia
il sole illumina poco
ancora per qualche minuto
il bianco sporco delle case
di periferia.
Riconosco gli ulivi e il loro profumo
anche dietro le finestre di vetro
la terra è sempre bagnata
non filtra vitamine e minerali
e piogge acide e veleni.
Il verde scolora dai rami cade e si scioglie
si prepara al caldo pungente
del sud dell’Italia.
E io anche mi preparo con lui
e non me ne accorgo
ma un’altra stagione è finita.
Mi preparo allora all’estate
al caldo che avanza
al tempo che incalza.
Così passiamo, cambiamo pelle
cambiamo colore
cambiamo stagione. 
A volte ci teniamo per mano.
Intanto l’ultimo ulivo
-sofferente e malato-
mi parla di queste pianure
delle ginestre più in là
solo immaginate
delle api affamate sulla terra secca
sui tronchi taglienti
sulle schiene sudate. 

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